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Agevolazioni fiscali ristrutturazioni edilizie 2017: ecco i lavori che danno diritto al beneficio.

Agevolazioni fiscali ristrutturazioni edilizie 2017: ecco i lavori che danno diritto al beneficio.

Per le ristrutturazioni edilizie è possibile beneficiare di agevolazioni fiscali. Chi esegue lavori di ristrutturazione sul proprio immobile ha diritto a una detrazione Irpef del 50%, con un tetto massimo di spesa di 96.000 euro, fino al 31 dicembre 2017. I lavori che danno diritto a questo beneficio sono: gli interventi di manutenzione ordinaria ammessi all'agevolazione solo quando riguardano le parti comuni. La detrazione spetta ad ogni condomino in base alla quota millesimale. Gli stessi interventi, eseguiti sulle proprietà   private o sulle loro pertinenze (garage, cantine, soffitte), non danno diritto ad alcuna agevolazione; manutenzione straordinaria ovvero tutte le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici e per realizzare ed integrare i servizi igienico/sanitari e tecnologici, sempre che non vadano a modificare la volumetria complessiva degli edifici e non comportino modifiche delle destinazioni d'uso; restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia effettuati sulle singole unità  immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale, anche rurali e sulle loro pertinenze; Gli interventi necessari alla ricostruzione o al ripristino dell'immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi, anche se questi lavori non rientrano nelle categorie indicate si può beneficiare delle agevolazioni dichiarando lo stato di emergenza; Gli interventi relativi alla realizzazione di autorimesse o posti auto pertinenziali, anche a proprietà   comune. Inoltre hanno diritto all'agevolazione anche i lavori finalizzati: all'eliminazione delle barriere architettoniche, aventi a oggetto ascensori e montacarichi; alla realizzazione di ogni strumento che sia idoneo a favorire la mobilità   interna ed esterna all'abitazione per le persone portatrici di handicap gravi, ai sensi dell'articolo 3, comma 3, della legge n. 104/1992. La detrazione compete unicamente per le spese sostenute per realizzare interventi sugli immobili, mentre non spetta per le spese sostenute all'acquisto di strumenti per la mobilità   interna ed esterna. Pertanto non rientrano nell'agevolazione i telefoni a viva voce, gli schermi a tocco, i computer, le tastiere espanse. Tali beni, tuttavia, sono inquadrabili nella categoria dei sussidi tecnici e informatici per i quali, a determinate condizioni, è prevista la detrazione Irpef del 19%; Interventi inerenti all'acquisto di misure finalizzate a prevenire il rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi (per esempio, furto, aggressione, sequestro di persona e ogni altro reato la cui realizzazione comporti la lesione di diritti giuridicamente protetti). In questi casi, la detrazione è applicabile unicamente alle spese sostenute per realizzare interventi sugli immobili. Non rientra nell'agevolazione, per esempio, il contratto stipulato con un istituto di vigilanza. Ancora rientrano tra queste misure: rafforzamento, sostituzione o installazione di cancellate o recinzioni murarie degli edifici; grate sulle finestre o loro sostituzione; porte blindate o rinforzate; applicazione o sostituzione di serrature, lucchetti, catenacci, spioncini; installazione di rilevatori di apertura e di effrazione sui serramenti; applicazione di saracinesche; tapparelle metalliche con bloccaggi; vetri antisfondamento; casseforti a muro; fotocamere o cineprese collegate con centri di vigilanza privati; apparecchi rilevatori di prevenzione antifurto e relative centraline; Gli interventi finalizzati alla cablatura degli edifici e al contenimento dell'inquinamento acustico; Gli interventi effettuati per il risparmio energetico, con particolare riguardo all'installazione dell' impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica, in quanto basato sull'impiego della fonte solare e, quindi, sull'impiego di fonti rinnovabili di energia (risoluzione dell'Agenzia delle Entrate n. 22/E del 2 aprile 2013). Per usufruire della detrazione è comunque necessario che l'impianto sia installato sia posto direttamente al servizio dell'abitazione; Gli interventi per l'adozione di misure antisismiche con particolare riguardo all'esecuzione di opere per la messa in sicurezza statica. Tali opere devono essere realizzate sulle parti strutturali degli edifici o complessi di edifici collegati strutturalmente e comprendere interi edifici. Se riguardano i centri storici, devono essere eseguiti sulla base di progetti unitari e non su singole unità   immobiliari. Sono agevolate, inoltre, le spese necessarie per la redazione della documentazione obbligatoria idonea a comprovare la sicurezza statica del patrimonio edilizio, nonche' per la realizzazione degli interventi necessari al rilascio della suddetta documentazione; Gli interventi di bonifica dall'amianto e di esecuzione di opere volte a evitare gli infortuni domestici. Con riferimento alla sicurezza domestica, non dà   diritto alla detrazione il semplice acquisto, anche se sostitutivo, di apparecchiature o elettrodomestici dotati di meccanismi di sicurezza, in quanto questo non integra un intervento sugli immobili (per esempio, non spetta alcuna detrazione per l'acquisto di una cucina a spegnimento automatico che sostituisca una tradizionale cucina a gas). L'agevolazione compete, invece, anche per la semplice riparazione di impianti insicuri realizzati su immobili (per esempio, la sostituzione del tubo del gas o la riparazione di una presa malfunzionante); l'installazione di apparecchi di rilevazione di presenza di gas inerti; il montaggio di vetri anti-infortunio; l'installazione del corrimano. Tra le altre spese ammesse troviamo anche: le spese per la progettazione e le altre prestazioni professionali; le spese per prestazioni professionali richieste dal tipo di intervento; le spese per la messa in regola degli edifici ai sensi del DM 37/2008 - ex legge 46/90 (impianti elettrici) e delle norme Unicig per gli impianti a metano (legge 1083/71); le spese per l'acquisto dei materiali; il compenso corrisposto per la relazione di conformità   dei lavori alle leggi vigenti; le spese per l'effettuazione di perizie e sopralluoghi; l'imposta sul valore aggiunto, l'imposta di bollo e i diritti pagati per le concessioni, le autorizzazioni e le denunzie di inizio lavori; gli oneri di urbanizzazione; gli altri eventuali costi strettamente collegati alla realizzazione degli interventi nonche' agli adempimenti stabiliti dal regolamento di attuazione degli interventi agevolati (decreto n. 41 del 18 febbraio 1998). Non sono invece comprese tra le detrazioni le spese di trasloco e custodia dei mobili per il periodo necessario all'effettuazione degli interventi di recupero edilizio. Sono compresi inoltre anche il restauro e risanamento conservativo ovvero interventi finalizzati a conservare l'immobile e assicurarne la funzionalità  ; ed infine la ristrutturazione edilizia e non la demolizione e ricostruzione con ampliamento, la detrazione non spetta in quanto l'intervento si considera, nel suo complesso, una nuova costruzione; se la ristrutturazione avviene senza demolire l'edificio esistente e con ampliamento dello stesso, la detrazione spetta solo per le spese riguardanti la parte esistente in quanto l'ampliamento configura, comunque, una nuova costruzione. Questi stessi criteri si applicano anche agli interventi di ampliamento previsti in attuazione del cosiddetto Piano Casa (Ris. Agenzia delle Entrate n. 4/E del 2011).

FONTE: IDEALISTA/NEWS